di Maurizio Zeni
Il contesto in cui si trova ad operare il Coordinamento Teatrale Trentino è fortemente caratterizzato da due aspetti. In primis la Provincia di Trento si trova in un territorio montano, con forti difficoltà di collegamento tra l’asse di fondovalle e le valli periferiche. In secondo luogo, per lungo tempo, il Trentino è stata terra di confine e, lungo la direttrice nord-sud, asse di comunicazione e scambio tra Italia e centro Europa. Queste due caratteristiche hanno segnato e contraddistinto la politica culturale del Coordinamento Teatrale Trentino.
Il fatto che il territorio provinciale, fatta eccezione per la città capoluogo e la cittadina di Rovereto, non abbia agglomerati urbani significativi, ha suggerito di ricercare, negli ambiti delle comunità montane, dei centri di riferimento per la programmazione teatrale. La scelta è caduta, logicamente, sulle realtà già dotate di strutture teatrali.
E’ importante però rilevare come, a seguito della capillare distribuzione delle strutture teatrali gestite dalle parrocchie e di un forte e costante intervento della Provincia di Trento nel recupero di cinema e teatri, di fatto sul territorio provinciale siano presenti in ogni comunità montana diverse strutture per lo spettacolo. Con l’obiettivo di mantenere attivi il maggior numero possibile di teatri si è quindi optato per programmare delle stagioni di teatro professionistico nei centri maggiori e rassegne teatrali di produzioni proposte da gruppi semi-professionistici o amatoriali nelle altre strutture. Contestualmente forte è stato l’investimento nella formazione del pubblico, puntando in particolare sulla scuola dell’obbligo e sugli Istituti superiori.
Nel primo caso si è cercato di distribuire la programmazione nel maggior numero di centri, nel secondo necessariamente l’investimento culturale è stato concentrato sui poli scolastici che spesso coincidono con le sedi che ospitano le stagioni teatrali primarie.
Gli interventi così strutturati sono stati realizzati con regolarità negli ultimi 20 anni, garantendo una continuità della proposta. La significativa partecipazione economica delle Amministrazioni comunali ha salvaguardato la qualità dell’offerta. I dati di affluenza di pubblico sembrano confermare la validità dei progetti messi in campo. Nella stagione 2005-2006 il pubblico pagante nelle sedici sedi di stagioni teatrali professionistiche ha sfiorato le 45.000 unità, a fronte di una popolazione servita di circa 300.000 abitanti.
Le stagioni teatrali dei due Comuni maggiori hanno visto aumentare le presenze anche in ragione dell’aumento di affluenza dalla periferia, creando in questo modo un circuito virtuoso. Si diceva del Trentino terra di confine e nel contempo di comunicazione. Fino al 1918 il territorio faceva parte dell’Impero austro-ungarico ed ancor oggi la vicina Provincia di Bolzano ha una popolazione equamente divisa tra italofoni e germanofoni.
Questo fatto ha suggerito di interrogarsi, anche con gli strumenti del teatro, sulle problematiche della convivenza fra culture e sulla ricerca dell’identità. Sfida non facile, anche perché in Trentino, dal dopoguerra alla metà degli anni Novanta, la produzione di testi per il teatro, anche se ricca per la quantità di lavori, non è stata certo significativa ed innovativa nel settore della ricerca e riflessione storica. A farsi promotore di iniziative volte a stimolare la riflessione degli autori di teatro sulle tematiche legate alle aree di confine è stato per primo il Teatro Stabile di Bolzano, che già agli inizi degli anni Ottanta ha proposto spettacoli nei quali si affrontavano, da diversi punti di vista, le problematiche relative alla convivenza tra popolazione tedesca ed italiana in Alto-Adige.
Stimolati da queste iniziative a metà degli anni Novanta il Coordinamento Teatrale Trentino ed il Centro Servizi Santa Chiara di Trento hanno iniziato a produrre e proporre spettacoli nei quali sono state presentate vicende significative legate alla storia della terra trentina che potessero permettere di affrontare questioni di medio e lungo periodo, per dirla con Braudel. Sono stati identificati alcuni momenti chiave di trasformazione della società e sono stati commissionati lavori teatrali che sono poi stati circuitati. Il mondo della scuola ha dimostrato una forte attenzione verso queste produzioni.
Attenzione non casuale, visto che i progetti sono stati condivisi ancora in fase di progettazione, con gruppi di insegnanti e dirigenti sensibili all’utilizzo del linguaggio teatrale come strumento di formazione culturale. Sempre il mondo della scuola ha dimostrato di gradire le nostre proposte di teatro in lingua tedesca anche come mezzo per l’educazione linguistica. Particolarmente significativa è stata in questi ultimi anni la collaborazione fra Coordinamento Teatrale Trentino, due realtà produttive provinciali – il Club Armonia e la Deda spettacoli – e L’Uovo dell’Aquila. Sono stati prodotti e circuitati in poco più di un lustro sei lavori, che hanno ottenuto largo consenso di pubblico e di critica. Grazie alla collaborazione con il Teatro Stabile di Innovazione L’Uovo alcune di queste produzioni hanno avuto una connotazione professionistica, hanno goduto del riconoscimento della Direzione Generale dello Spettacolo e sono state finanziate sul Fondo Unico per lo Spettacolo.
Un tema piuttosto delicato rimane quello legato alla difficoltà nel far circuitare queste produzioni fuori Provincia ed in particolare nell’area transfrontaliera Trentino-Alto Adige-Tirolo. Sono da costruire rapporti forti tra le realtà produttive in lingua italiana ed in lingua tedesca. In questo senso si sta costruendo il progetto culturale “I teatri delle Alpi” che vedrà coinvolte realtà produttive italiane ed austriache con il comune obiettivo di strutturare una rete teatrale particolarmente ricettiva rispetto alle produzioni che abbiano come temi quelli della convivenza e dell’integrazione. L’aver delimitato il progetto all’area di confine italo-austriaca è un dato puramente organizzativo e non certo definitivo.
L’ambizione sarebbe quella di poter strutturare sul medio-lungo periodo una rete di produzione teatrale internazionale sui temi sopra citati. Il programma Cultura 2007-2013 della Comunità Europea sembra essere allo stato lo strumento attraverso il quale poter finanziare un progetto di questo tipo. Non è infatti pensabile che nel F.U.S. possano essere reperite le risorse per una co-partecipazione finanziaria al progetto, nel mentre la Provincia di Trento, che pure ha attivato un “Progetto memoria” pare più interessata alla produzione di spettacoli centrati sulla storia trentina del Novecento che a una più ambiziosa ed impegnativa scommessa su un’area geografica più estesa. Il problema del finanziamento pare però di secondaria importanza rispetto a quello di costruire le relazioni e sciogliere le reciproche diffidenze che decenni di convivenza non particolarmente interessata ai “mondi dell’altro” anche in questo estremo lembo d’Italia hanno alimentato.
L’ATTIVITA’ DEL COORDINAMENTO TEATRALE TRENTINO
L’Associazione per il Coordinamento Teatrale Trentino nasce nel 1982, per volontà di cinque Amministrazioni comunali trentine (Cavalese, Cles, Mezzolombardo, Pergine Valsugana e Tione) per strutturare una rete territoriale per lo spettacolo di prosa. Nei venticinque anni di attività la compagine sociale si è costantemente allargata. Oggi sono sedici i Comuni soci, ovvero la maggiore parte di quelli che dispongono di effettive strutture teatrali e di idonei spazi culturali (oltre a quelli fondatori si sono associati in diversi momenti i Comuni di Ala, Aldeno, Borgo Valsugana, Brentonico, Grigno, Nago-Torbole, Riva del Garda, Rovereto, Sarnonico, Tesero e Trento). Nel tempo si è anche differenziata l’attività che il Coordinamento svolge a favore dei Comuni associati e delle altre ventitre Amministrazioni comunali che usufruiscono dei servizi della nostra associazione, pur senza far parte della compagine sociale. L’Assemblea dell’Associazione, composta da 32 membri, e il Consiglio Direttivo svolgono, oltre che le funzioni loro attribuite dallo Statuto anche il ruolo di forum permanente degli Assessori alla Cultura dei Comuni soci, ove vengono analizzate e discusse proposte di intervento, progetti, linee guida comuni nell’azione di politica culturale. Superfluo pare il sottolineare le interessanti economie di scala che un’azione concertata di programmazione comporta e che ha ricadute positive sull’impiego delle risorse pubbliche.
Queste le attività culturali di cui il Coordinamento Teatrale Trentino si fa carico:
• Stagioni di prosa primarie dei Comuni trentini e Stagioni di teatro per ragazzi
• Progetto “Il piacere dell’opera” per la diffusione della conoscenza dell’opera lirica
• Progetto “Il piacere dello spettacolo” per la formazione allo spettacolo dal vivo degli studenti delle scuole dell’obbligo e degli Istituti superiori
• Decentramento territoriale di iniziative di gemellaggio attivate dalla Provincia di Trento
• Progetto “Il piacere del cinema” e formazione del pubblico nel settore cinematografico
• Progetto “Cinema sotto le stelle” (attivazione di arene cinematografiche estive)
• Banca dati teatrale e cinematografica
• Sito Internet informativo www.trentinospettacoli.it
• Attivazione di un servizio territoriale di biglietteria automatizzata e di prenotazione posti esteso all’intera Provincia di Trento