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Dal punto di vista clinico LSD può indurre: perdita di consapevolezza e lucidità psico-fisiche, contrazioni uterine, aumento della temperatura del corpo, elevati livelli di zucchero nel sangue, secchezza della bocca, diverse sensazioni della temperatura corporea (caldo e freddo), aumento del ritmo cardiaco, contrazione della mandibola, forte sudorazione, dilatazione delle pupille, alterazioni del sonno.
Gli effetti a livello psicologico possono essere: alterazione della coscienza, perdita di consapevolezza e lucidità, riduzione dei riflessi psico-fisici, impossibilità di concentrazione, grande difficoltà di eloquio, cambio di stato d’animo con estrema facilità, depressione, euforia, allucinazioni visive e sensoriali, distorsione della consapevolezza del tempo, dello spazio e del sé. In certi casi si verificano delle sinestesie, ovvero un fenomeno di sincronismo funzionale di due organi di senso, conseguente alla stimolazione di uno solo dei due, che porta a percepire uno stimolo (ad esempio il suono) con una reazione netta e propria di un altro senso (ad esempio la vista).
Gli effetti psicoattivi dell’LSD sono dovuti soprattutto alla sua azione sui recettori della serotonina (recettori 5-HT).
La serotonina (5-idrossitriptamina, abbreviato 5-HT) è una sostanza simile a un ormone prodotta naturalmente dalla ghiandola pineale, ovvero una ghiandola che si trova al centro del cervello e che secerne ormoni. Uno dei ruoli più importanti svolti dalla serotonina è quello di neurotrasmettitore, una sorta di “messaggero chimico” interno al cervello che permette la comunicazione tra le cellule nervose. In funzione di neurotrasmettitore la serotonina svolge numerosi compiti nel corpo umano, fra cui il controllo del sonno, dell’appetito, della memoria, dell’apprendimento, nonché la regolazione della temperatura, dell’umore, del comportamento, delle funzioni cardiovascolari e di quelle endocrine, delle contrazioni muscolari.
L’LSD, una volta assorbito, imita il comportamento della serotonina nel cervello, di conseguenza il corpo lo “confonde” con la serotonina e lo mette in circolo attraverso le fessure sinaptiche.
L’LSD ha una affinità più elevata per i recettori 5-HT che la serotonina stessa, in questo modo la presenza dell’LSD impedisce alla serotonina di inviare messaggi neurali nel cervello.
Una volta che la molecola dell’LSD è legata alle proteine dei recettori il messaggio neurale si ferma e l’impulso viene reindirizzato verso le aree più antiche del cervello, dove poi il flusso sanguigno lo trasmette ai centri sensoriali e alle aree motorie.
Esistono molte similitudini tra le molecole di serotonina e LSD, la più evidente delle quali è sicuramente la stretta somiglianza fra le loro strutture, in particolare l’anello indolico (in blu nella figura).
La combinazione delle varie somiglianze chimiche fra le due molecole fa sì che l’LSD sia in grado di imitare la serotonina.
Fino a qualche tempo fa però era stato impossibile spiegare perché altri composti, pur attivando gli stessi recettori della serotonina, non avessero effetti allucinogeni. A cominciare a far luce su questo mistero ci ha pensato uno studio apparso nel 2007 sulla rivista “Neuron” a firma di Stuart Sealfon, del Dipartimento di neurologia della Mount Sinai School of Medicine di New York, Jay Gingrich, del Dipartimento di psichiatria della Columbia University di New York e colleghi.
Il team di ricerca ha scoperto infatti che l’attivazione dei recettori della serotonina da parte dell’LSD e degli altri allucinogeni provoca una specifica regolazione delle proteine Gi/o eterotrimeriche sensibili alla tossina della pertosse (PTX) e delle proteine Src, il che rende unico il modello di induzione genica (ovvero l’attivazione di geni inattivi) degli allucinogeni e ne spiega ulteriormente gli effetti.
Fonti
Ang R., Bradley-Moore M., Chan P., Ge Y., Gingrich J.A., Gonzalez-Maeso J., Ivic L., Lira A., Sealfon S.C., Weisstaub N.V., Zhou M., Zhou Q. Hallucinogens Recruit Specific Cortical 5-HT2A Receptor-Mediated Signaling Pathways to Affect Behavior . Neuron, Vol 53, 439-452, 01 February 2007
Hofmann A. My problem child. 1979
Rosling C. Lysergic Acid Diethylamide. Su www.chm.bris.ac.uk/motm/serotonin/LSD.HTM
Rosling C. Serotonin. Su www.chm.bris.ac.uk/motm/serotonin/home1.htm
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Alcaloidi
sostanze organiche azotate di costituzione complessa, specialmente di origine vegetale, dotate di energica azione su diversi meccanismi fisiologici e perciò usate in farmacologia sin dall’antichità.
Ammine (var. amine)
composto derivato dall’ammoniaca; sono molto diffuse nelle piante e negli animali e molte di esse hanno attività fisiologica.
Anello indolico
composto chimico costituito da atomi di natura diversa che formano una catena chiusa.
Ergot
nome comune dato ad un ascomiceta denominato Claviceps purpurea che è parassita delle graminacee. I semi infestati da questo fungo si trasformano in protuberanze ricurve (sclerozi), che si propagano dalla pellicola al posto dei normali chicchi, con gradazione di colore che va dal marrone chiaro al marrone violetto. Gli sclerozi sono simili a cornetti o clavette che conferiscono alla segale infestata il nome comune di “segale cornuta”.
Molecola
il più piccolo aggregato di atomi di una sostanza che possegga le caratteristiche chimiche specifiche della sostanza stessa.
Pertosse
malattia infettiva acuta, contagiosa ed epidemica, frequente nei bambini fra i due e i sei anni, dovuta a un batterio (Haemophilus pertussis) e caratterizzata da un’infezione delle vie respiratorie con parossismi di tosse.
Proteina Src
proteina di segnalazione specializzata in messaggi che controllano la crescita delle cellule; si trova appena all’interno della membrana cellulare.
Proteine G
molecole fondamentali per la trasduzione del segnale che agiscono nel contesto intracellulare; sono dette eterotrimeriche quando sono formate da tre diverse subunità: α, β e γ.
Psilocibina e Psilocina
composti alcaloidi estraibili da alcuni funghi di origine tropicale e subtropicale del Sud America, del Messico e degli Stati Uniti, del genere Psilocybe e Stropharia.
Struttura molecolare (o Struttura chimica di una molecola)
indica la posizione in una molecola degli atomi, ioni o gruppi l’uno rispetto all’altro, così come il numero e l’ubicazione dei legami chimici.
Tossina
sostanza organica di origine batterica, vegetale o animale, dotata di azione tossica e che, se introdotta nell’organismo, provoca la formazione di anticorpi.
Fonti
AA.VV. Biology-Online Dictionary. Su www.biology-online.org/dictionary/Main_Page
De Mauro T. De Mauro. Il dizionario della lingua italiana. Paravia editore. Versione online www.demauroparavia.it
Goodsell D.S. Molecule of the month, july 2003. Src Tyrosine Kinase. Su www.rcsb.org
Hofmann A. My problem child. 1979
Morelli A. Dispense del corso di Chimica Biologica II. CdL in Scienze Biologiche , Università degli studi di Genova. Su www.biologia.unige.it/corsi/panfoli.html
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