interno&esterno

2 07 2008

Si avvicina l’estate e come una calamità innaturale si stanno per abbattere sulle nostre teste i festival medievali! Feste e rievocazioni storiche inventate, cortei con improbabili costumi, eventi che poco o nulla hanno a che vedere con la vera storia dei singoli luoghi, ma che immancabilmente culminano in banchetti e grandi mangiate. La maggior parte di tali rievocazioni sono l’evoluzione mal riuscita delle sagre. Ma allora molto meglio la dignità popolare della sagra del fagiolo o della patata, del pecorino o del pane, del… tanto si tratta sempre e comunque di mangiare o meglio ingozzarsi!

pechino manette

Pechino 2008. Olimpiadi. Con la scusa di salvaguardare la sportività dell’evento, il lavoro degli atleti, la fratellanza dei popoli (sic!) si ignorano le voci di quanti reclamano diritti umani, quali il diritto alla conservazione e alla salvaguardia della propria cultura e identità, il diritto all’esistenza stessa. Ancora una volta le potenze economiche e commerciali in gioco hanno il sopravvento sui diritti elementari degli esseri umani. E intorno a noi piccoli uomini si affannano a giustificare queste logiche perverse. In pochi, fra quelli che contano e che potrebbero quantomeno cercare di mettere un freno a questa vergogna, hanno avuto il coraggio di farsi sentire e di condannare gli autori di questi misfatti. Boicottare i giochi o no? Non mi appassiona questa contrapposizione. In realtà ciò che conta davvero è cercare una soluzione per salvaguardare un popolo, quello tibetano che altro non chiede se non la garanzia di un’autonomia vera, e tutelarne un altro, quello cinese che di democrazia vera ne assapora ben poca. Imbarazzante e colpevole è il silenzio della maggior parte delle potenze occidentali e non.

In meno di un mese si è consumata la tragicommedia politica di chi, in questi anni, ha dimostrato di non conoscere i bisogni reali delle persone, ma soprattutto è stata la prova provata di non aver saputo – se non in rari casi – governare sia a livello centrale che locale. Errori politici uno dietro l’altro che, come una valanga inarrestabile, hanno regalato e garantito, senza grandi sforzi, la vittoria a chi è stato poco tempo all’opposizione. Sostenere che la nascita del PD era un madornale errore è stata facile profezia.

mendicante

E’ da un po’ di tempo che capita a chiunque di vedere di mattino presto, in prossimità dell’orario di apertura di supermercati e grandi centri commerciali, nei loro ampi cortili, gli addetti ai vari settori di vendita gettare frutta, verdura e altri alimenti appena scaduti o in via di scadenza. Brevi percorsi di carrelli stracarichi di ogni genere alimentare: dall’uscita laterale del supermercato al contenitore dell’immondizia. Nelle vicinanze uomini e donne né mendicanti né clochard, attendono, armati di lunghe pertiche, la fine del lavoro di smaltimento. Un attimo e quasi si tuffano all’interno dei contenitori per recuperare frutta, latte, verdure, yogurt, formaggi, ecc. Come animali impazziti alla ricerca della sopravvivenza. Ho chiesto una volta all’addetto perché non fosse possibile lasciare i carrelli pieni a quelle persone senza gettarli fra le immondizie. “No, per noi sono rifiuti. Quel che succede dopo non ci riguarda”.


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