La religione è l’oppio dei popoli. Tra l’aratro e la radio, l’ultimo album di Max Gazzè.

2 07 2008

Max Gazzè

di MAURIZIO IORIO

La prima cosa che salta agli occhi è la dicotomia fra la complessità del pensiero e la semplicità della musica. L’artista romano, che ha appena pubblicato il suo nuovo album, “Tra l’aratro e la radio”, assume contemporaneamente le sembianze del guru, dello scienziato, dell’archeologo, dell’ecologista, del filosofo, perfino del prete. E poi, in fondo, del musicista, come se fosse una cosa “altra” rispetto alle sue tante dinamiche di pensiero. Per cui il cronista, che vorrebbe parlare dell’album, anche per coerenza professionale, si trova coinvolto in racconti che abbracciano svariati aspetti dello scibile umano e così scopre, non senza meraviglia, che sotto la massa critica dei suoi capelli Max Gazzè nasconde una massa critica cerebrale vorticosamente entropica
Stai promuovendo un ritorno alla civiltà contadina?
Discorso complicato. Siamo 7 miliardi. I cinesi non usano la carta igienica, ma se lo facessero in due settimane disboscherebbero il pianeta. Parliamo ad esempio del quotidiano tentativo di ucciderci, visto che mangiamo tutti i giorni roba avvelenata. L’aspartame (un dolcificante, ndr) è stato tolto dal mercato perché altera l’ambiente chimico in cui si riproducono le cellule staminali, il dna rincoglionisce e la cellula si ammala. C’è un’azienda americana, che fa capo ad un pezzo grosso del governo, che lo ha comprato tutto a prezzi stracciati, e poi lo ha fatto rimettere in commercio. Nel nostro ambiente c’è l’aumento del 700 % delle emissioni elettromagnetiche. Non possiamo più fidarci dell’informazione ufficiale. Noi abbiamo la percezione della realtà per come ci viene descritta dai media e non per come è effettivamente.
Abbiamo perso la capacità critica…
Perché non esiste termine di confronto. Ho sentito Bush che diceva “noi ci teniamo alla libertà del popolo iracheno”. Onestamente, quanto gliene può fregare a Bush del popolo iracheno? In Irak sperimentano degli ordigni psicotronici che alterano lo stato organico delle cose, modificandone la risonanza magnetica, cuociono le persone come in un microonde. E’ la tecnologia ad alterare la nostra percezione del mondo esterno, che è influenzata dalle interazioni elettromagnetiche.
E’ come se ci facessimo un acido elettronico!
Esatto, per cui io sono in difficoltà a definire ciò che è reale e ciò che non lo è. Io vedo un’automobile rossa ma non è detto che tu la veda come me.
Questo vuol dire che un ascoltatore che sente la tua musica con l’IPOD la percepisce diversamente da chi la sente con un impianto stereo da 50.000 euro?
Certo, ma quelle realtà coesistono.
E questo ti condiziona?
Lo accetto come manifestazione del mondo in cui vivo. Io non posso sapere cosa ho fatto se non ci sei tu che me lo descrivi.
Parliamo dell’album. Da questo preambolo è partito un tentativo di leggere la realtà in maniera diversa?
La realtà è normalmente descritta dai cinque sensi, ma ce ne sono altri impercettibili. Le nostre emozioni vengono generate da qualcosa che le stimola, come la musica, che si può ascoltare in maniera sia fisica che metafisica. Il titolo serve per sollecitare l’osservazione di due realtà diverse…
…e incompatibili fra di loro?
No, sono totalmente integrabili, addirittura interdipendenti. Non ci può essere il fisico senza il metafisico, il giorno senza la notte, l’uomo senza la donna, il bene senza il male, il cielo senza la terra. La metafora è questa.
E’ la spiritualità il filo rosso che lega le canzoni?
Credo che in noi la presenza divina ci sia sempre stata, il problema sta nel riconoscerla come parte integrante di una realtà quotidiana. Il progresso dell’umanità è dovuto all’evoluzione spirituale, non a quella tecnologica.
Ma il fatto che dopo la fine delle ideologie a rappresentare i valori etici siano rimaste solo le religioni, che hanno radicalizzato le proprie posizioni, non va in contrasto con l’esigenza delle persone di avere qualcos’altro che rappresenti dei valori unificanti?
La religione cattolica si è evoluta seguendo uno schema monarchico, riproponendo i riti ed i costumi dell’impero bizantino. Il culto monoteistico serve a controllare l’uomo, il quale si deve prostrare di fronte al re che sta sul trono. Ogni forma di autorità è diametralmente opposta ad ogni forma di libertà e di spiritualità, che viene soffocata.
Nel nuovo album suonano Carmen Consoli e Marina Rei. Avete sensibilità affini?
Quando suoni con due donne, hai un punto di osservazione della stessa cosa che è diverso. Tra uomo e donna ci sono due sensibilità opposte, ma sullo stesso piano. Marina Rei, ad esempio, ha una percezione del tempo, che è un sistema di onde, diversa dalla mia. Il femminile in natura si manifesta in forme più tondeggianti, infatti nella geometria il tondo è femminile ed il quadrato è maschile
Ma un ascoltatore può immaginare che dietro ad una canzone ci sia tutto questo?
No, nella musica non c’è niente di tutto questo. La musica è un osservare e sentire le cose come sono, ma è un’operazione molto difficile, perché ci sono tanti condizionamenti esterni che condizionano la percezione della realtà. Riuscire a tradurre la percezione in un linguaggio musicale è un grande processo di libertà.
Sei d’accordo con chi dice che nella musica tutto è stato scritto?
E’ un’affermazione superficiale. Come avviene la creazione? Cos’è l’eternità? È il continuo divenire delle cose, la vita è il cambiamento, per cui creatività vuol dire creare continuamente il nuovo. Sarebbe come dire: Dio ha creato il mondo, adesso vedetevela voi. Stiamo diventando degli organismi biomeccanici, e questo è un grosso danno per l’umanità. Se io prendo dei componenti naturali e li metto insieme, creo qualcosa. Ma c’è una bella differenza tra il creare come artefatto ed il naturale processo dell’accadere.
Però la sensazione che i limiti siano stati raggiunti è reale…
Pensarlo vuol dire aver perso la cognizione percettiva di questo mondo. Il decadentismo vero è pensare che ci siano dei limiti. Si pensa che l’evoluzione sia legata solo al processo tecnologico.
Sei d’accordo con Springsteen che dice che non dobbiamo aver paura di sognare…
Si’, il nostro limite è la paura, la mano che ci spinge sott’acqua. Siamo frustrati dalla paura di non poter raggiungere un obbiettivo raggiungibile.
Come si fa ad uscire da questo imbarbarimento generalizzato che ci sta travolgendo tutti?
Bisogna cambiare il modo di pensare, al di là di tutti i cambiamenti culturali…
…ci vorrebbe una guida , un nuovo Gesù Cristo, un Gandhi….
Loro hanno instaurato un percorso di indagine che deve partire dal di dentro. Bisogna deipnotizzarsi. Tutte le mistiche orientali, che privilegiavano questo discorso, sono state distrutte dall’imperialismo cattolico, da quando è stata bruciata la biblioteca di Alessandria d’Egitto. Ci sono infiniti mondi, infinite realtà.
Non è limitante che tutto questo poi debba essere racchiuso in un disco?
No, affatto. Questo album l’ho scritto con una persona (Gimmi Santucci, ndr), che non fa parte del mondo musicale. Abbiamo studiato il rapporto tra le filosofie orientali e la fisica quantistica, gli Egizi, gli Esseni, tutte le teorie che sono state distrutte dal dogma della Chiesa. C’è una bella differenza tra Cristianesimo e stato della coscienza cristica. Nel disco non c’è nulla di intellettuale, perché l’intellettuale è un ostacolo allo stato percettivo. Ci sono molti spunti per identificare degli aspetti della realtà che aiutano a deipnotizzarsi. Il mondo tende a dividerci, ma noi abbiamo l’esigenza di appartenere, ed allora ecco che nasce il conformismo, che è originato dalla paura. La religione è un tentativo di indirizzare tutti quanti verso un obiettivo precostituito da altri, è un modo per condizionare la gente.


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