di PATRIZIA PENNELLA
Mettete sotto chiave tutti i libri di Patricia Cornwell e dimenticate anche le costruzioni mentali di Lincoln Rhyme. Se siete appassionati di thriller, questo non è l’uomo che fa per voi. Per lui, il confronto con il crimine è una scienza, che viaggia sui numeri. Marco Strano è psicologo e criminologo ed è uno dei criminal profiler più apprezzati al mondo. E’ presidente della prestigiosa associazione internazionale I.C.A.A., International Crime Analysis Association. In Abruzzo è stato ospite dell’edizione 2008 dell’Ict Security Day, un convegnoconfronto multidisciplinare tra tecnici, scienziati, uomini delle forze dell’ordine su “Il rischio del Terzo Millennio. Sure informations and data protection”, che si è svolto a Lanciano. E in Abruzzo tornerà spesso come docente nel master sulla sicurezza informatica, che il prossimo anno prenderà il via all’Università di Teramo. E’ un investigatore puro, oltre che uno studioso, ma non vi consegnerà mai il colpevole. “Attraverso il profiling – spiega Marco Strano, che in Italia è docente di Psicologia investigativa all’Università di Palermo e di Psichiatria aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore – una volta avvenuto un crimine è possibile ridurre la rosa dei sospetti. Ma si tratta di una tecnica che non si può applicare sempre. Attenzione, non indica mai un colpevole, ma indirizza l’attenzione degli investigatori su alcuni elementi”. Soprattutto, nella sua applicazione criminologica, il profiling non è arte di preveggenza. “Nasce storicamente negli Usa – spiega ancora Marco Strano – e viene sviluppato prevalentemente dall’Fbi, dopo aver mosso però i suoi primi passi tra le forze di Polizia. Continua a leggere













